mercoledì 16 luglio 2008

Regione Sardegna: un milione di euro al Papa

PapaLa visita del Papa a Cagliari è prevista per il 7 settembre 2008, il pontefice concluderà le celebrazioni del primo centenario della proclamazione della Madonna di Bonaria Patrona massima della Sardegna.
Chi paga? Tutti i sardi, credenti o no, infatti la regione Sardegna elargirà un milione di euro alla Curia Arcivescovile della Diocesi di Cagliari "per consentire la migliore accoglienza al Pontefice nella giornata che trascorrerà a Cagliari".[altravoce.net]
Sempre la Regione, per il 2008, ha finanziato la legge 162 (misure di sostegno a favore di persone con handicap) con 41 milioni di euro da ripartire fra 13 mila domande di assistenza (diventano 3.078 euro a famiglia). Per disporre di tre ore di assistenza giornaliere occorrono 14mila euro nell'arco dell'anno. È evidente che i soldi non bastano per garantire un'adeguata assistenza ai diversamente abili.
I soldi servono ai malati e non al Papa.

5 commenti:

  1. E' vergongoso.... Al papa non mancano i soldi (8 per mille e via discorrendo). Se lo paghi da solo il viaggio in Sardegna, come faccio io per le mie vacanze. I soldi siano utilizati per favorire l'assistenza ai disabili o per migliorare la sanità....
    Sarebbe ora di rendere veramente laico questo stato e liberarlo dal giogo della Chiesa.

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  2. erripotter e il bancomat benedetto16 luglio 2008 14:46

    ma chi vi credete di essere?!?
    ma state a scherza'?!?

    Matteo 26:6-13:
    "Mentre Gesù si trovava a Betània, in casa di Simone il lebbroso, gli si avvicinò una donna con un vaso di alabastro di olio profumato molto prezioso, e glielo versò sul capo mentre stava a mensa. I discepoli vedendo ciò si sdegnarono e dissero: "Perché questo spreco? Lo si poteva vendere a caro prezzo per darlo ai poveri!". Ma Gesù, accortosene, disse loro: "Perché infastidite questa donna? Essa ha compiuto un`azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi, me, invece, non sempre mi avete. Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura. In verità vi dico: dovunque sarà predicato questo vangelo, nel mondo intero, sarà detto anche ciò che essa ha fatto, in ricordo di lei".

    Ma quando lo rivediamo Benny4x4 a Casteddu?
    approfittiamone ora!!!

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  3. Tanto lusso per accogliere il Papa Benedetto XVI a Cagliari il 7 settembre prossimo sarà poi così condiviso da tutti i sardi e dai cristiani
    in particolare ?

    La verità sembrerebbe tutta per il SI.
    I massmedia non danno spazio a queste riflessioni .Come sardo ci son rimasto molto male a leggere le motivazioni con cui la Giunta prima e poi il Consiglio Regionali hanno disposto l’erogazione di un milione di euro per l’accoglienza del papa. Questa visita di appena 10 ore costerà almeno tre milioni di euro alla comunità sarda e ciò è in palese contrasto con tutti i discorsi per ridurre la povertà dei 300 mila sardi che vivono con appena 400 euro al mese. Ma non voglio rischiare di essere confuso tra coloro che non vogliono accogliere degnamente il Papa, a cui, da cattolico, professo rispetto e stima.
    Tutto ciò non mi esime da dissociarmi
    da chi pensa di accogliere il Papa come un sovrano e non come egli stesso ama definirsi ” l’umile operaio nella vigna del Signore “. Se potessi parlare col papa, lo metterei al corrente della situazione di estrema difficoltà economica di ben 94 mila famiglie sarde che vivono con un reddito inferiore a 400 euro al mese, come recentemente hanno denunciato la Caritas Regionale ,la Pastorale del Lavoro, numerose Associazioni di Volontariato, le Segreterie Regionali di CGIL/CISL/UIL,le ACLI Reionali e la CSS. Mi offende l ‘ostentazione di richezza e lusso dell’Arcivescovo di Cagliari monsignor Mani, che pensa di fare cosa gradita al papa, offrendogli a nome dei sardi un calice tempestato di gemme del peso di un chilo e mezzo d’oro massiccio. È’ una vergogna !
    Mi vien voglia di chiedere al maestro Nioi di Assemini di fare un calice artistico di ceramica e offrirlo al papa in modo che Benedetto XVI celebri la messa con quel calice e possa fare un gesto di umiltà e carità clamoroso, come fece Paolo VI in India donando la sua Tiara. Il Papa metta all’asta quel calice d’oro massiccio tempestato di gemme e disponga che il ricavato vada ai poveri della Sardegna. L’Arcivescovo Mani non può non sapere che a Furtei si estrae quell’oro”sardo,” distruggendo il territorio circostante con tecniche a base di arsenico pericolose per l’uomo e per l’ambiente. La stessa Regione aveva bloccato le concessioni per un lungo periodo, imponendo alla Ditta estrattrice l’obbligo di ripristino e risanamento dell’ambiente. Ma quel calice offende la sensibilità dei sardi perchè sanno che andrebbe sicuramente ad arricchire l’immenso tesoro del Museo Vaticano e non sarebbe ricordato come gesto di profondo amore e legame col Papa “servus servorum Dei “,
    A proposito del lusso con cui si vuole accogliere il Papa a Cagliari. Mi viene in mente il brano del Vangelo in cui Gesù in persona dispone che per il suo ingresso solenne a Gerusalemme i discepoli prendano in prestito un’asina a cui porre sul dorso un mantello. Poi dirà agli Apostoli di prenotare un’ampia sala, il Cenacolo,dove preparare una tavola imbandita per l’ultima cena.Il popolo festeggiò con lodi e canti l’entrata in Gerusalemme del Cristo,agitando palme e ramoscelli d’ulivo e spargendo la via con petali di fiori come si usa fare da noi con sa ramadura. Tutto questo ” il lusso ” che si permise il Figlio di Dio. Mi hanno riferito che, invece, per il Papa, per un’ora che sosterà presso il Seminario Regionale per il pranzo con tutti i Vescovi della Sardegna, sono stati impegnati per settimane maestri giardinieri per preparare un giardino e una zona d’ombra degna di un papa. Tutto ciò mi scandalizza. Sono sicuro che lo stesso Benedetto XVI non avrebbe approvato questo spreco.

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  4. "Sono sicuro che lo stesso Benedetto XVI non avrebbe approvato questo spreco"
    Su questo avrei qualche dubbio.
    Bel commento. Ciao.

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  5. @erripotter.. c'è una differenza, che la donna con il vaso di alabastro ha deciso di sua sponte di ungere il Cristo in segno di riconoscenza, non che qualcuno ha deciso per lei e tutta la sua famiglia la disposizione dei suoi beni.

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