mercoledì 17 settembre 2008

Finché c'è guerra c'è speranza

In Iraq c'è un florido mercato di armi di piccola taglia, Amnesty denuncia un giro d'affari di 3 miliardi di dollari. Migliaia di armi destinate alle forze di sicurezza irachene senza nessun controllo, senza nessun registro. Queste armi finiscono nelle mani dei gruppi armati locali, terroristi e forze governative che le usano per le esecuzioni sommarie.
L'Occidente non si scandalizzerà affatto per questa notizia, forse borbotterà un po, ma poi passerà tutto e la vicenda verrà dimenticata.
L'Occidente è come la famiglia del commerciante d'armi nel film "Finché c'è guerra c'è speranza", prima si indigna poi ...

1 commento:

Se non volete lasciare i vostri dati personali basta selezionare "Commenta come: Nome/URL" e scrivere un nome qualsiasi.