lunedì 2 febbraio 2009

A morte gli stupratori e la cultura

I radicali Bernardini e d'Elia sono andati in visita ispettiva al carcere di Rebibbia dopo le segnalazioni dei maltrattamenti ricevuti dai presunti stupratori di Guidonia.
Se volete constatare il basso livello culturale esistente in questo paese, basta leggere le e-mail ricevute dalla Bernardini e pubblicate nel sito dei radicali.
Abbiamo riportato qualche stralcio perché la pagina è scomparsa per qualche minuto:

"Provo vergogna e disprezzo per il suo gesto nei confronti dei 6 rumeni stupratori."

Mi vergogno di essere italiano come lei.

Che schifo dovete vergognarvi, ma come vi viene in mente di difendere quelle belve? Ma quale stato di diritto, ma quale rispetto delle regole, per avere un po' di visibilità vi permettete di umiliare così una popolazione che ormai ha finito di credere alla giustizia.

vergogna a lei che si è messa dalla parte di quelle bestie (perchè non sono esseri umani),

Brava!!!! Complimenti!!!!! Sei tutti noi!!!!! Tanto a te, con quella faccia da ipotiroidea che i ritrovi chi ti s'inculera' mai?

"torturati", certo, se li avessero messi subito al muro e fucilati certamente avrebbero evitato guai di questo genere, sempre che sia vero.

E se anche fosse vero tutta la mia solidarietà ai "torturatori", chieda a Guidonia e in tutta Italia cosa ne pensano.

Quelli non sono persone, ma bestie! E come bestie vanno trattate.


Grazie a Gilioli per la segnalazione.

3 commenti:

  1. io non mi scateno, ma i due radicali hanno fatto una gran sciocchezza, o quantomeno un'indelicatezza. In un momento come questo, a poche ore dal fatto, correre dagli stupratori ha ferito in primo luogo la/le vittime e chi in esse si rispecchia.
    Non era meglio una mossa politica, un'interpellanza dove la Bernardini avrebbe potuto chiedere che insieme alla vittima si garantisse il diritto ad un giusto processo, etc. agli stupratori.
    Certe volte l'abitudine di sedersi dalla parte del torto può fare danni. Certe volte, nel dubbio, è meglio stare in piedi (chi scrive milita in una associazione radicale).

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  2. Non sono d'accordo, ovviamente. Hanno agito in coscienza, senza lasciarsi condizionare dalle ricadute d'immagine che ciò avrebbe comportato. Si trattava di valutare se vi fosse stato un altro crimine o pure no. In ogni caso, se vogliamo vivere ancora in uno stato di diritto, certe cose devono essere accettate dalla società. Questo si può avere solo con livello culturale decente, cosa che purtroppo non c'è.

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  3. queste parole, purtroppo, non mi stupiscono. Questa gente pretende solo il rispetto del loro diritto.

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