sabato 19 settembre 2009

A Ballarò: siamo in guerra

Ogni tanto anche a Ballarò si possono sentire cose interessanti. Un esperto in studio ne ha spiattellato un paio che dovrebbero indurre a qualche riflessione sulla necessità di seguire gli USA in ogni loro sfuriata bellica.
Comunque anche lui ci ha ricordato che siamo in guerra.

Video: Ballarò - Afghanistan - 17/09/09

7 commenti:

  1. Si, ma come sempre in Ballarò, non si parla di nulla. Floris stava insistendo per fargli dire, forse, che siamo li per il gas e il petrolio, ma non l'ha detto. Come mai allora non ha avanzato lui "l'ipotesi"? Perchè è una trasmissione inutile.

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  2. Dire che Bush ha dichiarato guerra all'Iraq per fare i suoi interessi è una notiziona... per Ballarò. Ricordati che siamo in tv e a parte AnnoZero e Report c'è il deserto.

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  3. Rimane una trasmissione inutile. Una buffonata di passerella per i partiti di maggioranza e opposizione. Guardate gli altri video, quelli intitolati "Sclero di Bondi". Urlano e non parlano di nulla. Floris lascia fare col sorrisetto. Gli interessi di Bush, detto così, non significa nulla. O spiega cosa intende o è perfettamente inutile.

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  4. "Rimane una trasmissione inutile. Una buffonata di passerella per i partiti di maggioranza e opposizione."
    È vero, ma non tutti lo sanno. Uno dei motivi per cui ho montato questo video è proprio quello di far trovare qualcosa di interessante a chi cerca spezzoni della trasmissione.

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  5. Cerca "Ballarò Afghanistan" su Google

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  6. mater mediterranea19 settembre 2009 21:05

    vorrei chiedere a Floris se quel sorrisetto che tiene sempre stampato è riso sardonico e se è sardonico a chi è diretto, ai destri o ai sinistri, Ballarò è diventata una poltiglia;preferisco le esternazioni Brunettiane: converrete che il nano è una carogns di sicuro perchè ha il cuore,non solo vicino, ma proprio nel buco del culo.

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  7. [...] esse aliquam in terris gentem quae sua impensa, suo labore ac periculo bella gerat pro libertate aliorum, nec hoc finitimis aut propinquae uicinitatis hominibus aut terris continentibus iunctis praestet, sed maria traiciat, ne quod toto orbe terrarum iniustum imperium sit, ubique ius fas lex potentissima sint.

    "Vi era al mondo un popolo che a sue spese, affrontando fatiche e pericoli, faceva la guerra per la libertà altrui [...], attraversava i mari perchè sulla terra non esistesse un dominio ingiusto ma dappertutto dominasse il diritto, la giustizia, la legge."

    (Livio XXXIII,33,5)

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