sabato 9 gennaio 2010

Senza di loro le arance resterebbero sugli alberi

Su "Nazione indiana" un bellissimo post di Marco Rovelli dal titolo "Caccia al nero":

"Sono clandestini, senza di loro le arance resterebbero sugli alberi. Di loro hanno bisogno i padri nei campi, ma di loro hanno bisogno anche i figli per prenderli a sassate, che nelle loro figure espiatorie trovano il bersaglio ideale della loro cultura modellata dalla mafiosità, che di sacrifici si nutre, come Peppe Valarioti sacrificato su un tavolo di ristorante, quella mafiosità che fa cultura, che sempre più spesso fa rispondere, alla domanda Cosa vuoi fare da grande? – Il boss."

Aggiornamento:
Interessante intervista di "Articolo 21" ad Angela Napoli: “la provocazione di Rosarno è stata fatta di proposito per deviare l’attenzione sui fatti di Reggio Calabria”

1 commento:

  1. mater mediterranea10 gennaio 2010 18:49

    Davvero c'è troppa tolleranza verso i"nostri" governanti corrotti-corruttori.Mi chiedo quand'è che comincerà"sa pazienzia in su populu a mancare"e questi"barones, tirannos prepotentes"verranno mandati via a calci in....Ma forse stiamo aspettando che lo facciano per noi, civili italioti,gli immigrati che raccolgono pomodori,puliscono e accudiscono i nostri vecchi,fanno i lavori,insomma che noi non vogliamo più fare,il tutto per pochi soldi e tanto disprezzo, diffidenza, emarginazione,intolleranza.Ci siamo dimenticati di quando i "migranti" eravamo noi,eppure è storia di ieri.

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