martedì 21 dicembre 2010

Maggioranza e minoranza

di pugioba

"La violenza in piazza è da condannare senza appello. Prima ancora di esprimere la propria opinione, occorre prendere le distanze dai violenti". "Occorre cercare di capire cosa porti al gesto violento. Quale sia il disagio che lo genera". "No, capire significa giustificare". Etc, etc.

Questa è solo una piccola parte dello sterile dibattito che si consuma all'indomani di ogni manifestazione che, a causa di infiltrati statali e non, finisce con gesti di violenza. Sterile perché nessuna di queste cerca di andare alla base delle cose. Il mio dubbio è questo: come può un governo illegittimo decidere su cosa sia o non sia legittimo? Questo governo è illegittimo perché viola diversi principi di base contenuti nella Costituzione, quali conflitto di interessi, potere utilizzato come schermo, leggi promulgate per interesse personale, condanne definitive dei suoi rappresentanti, etc, etc.
Se la base è marcia, tutto ciò che verrà costruito su tale base sarà marcio, instabile, architettonicamente sbagliato. Lo è quindi anche la discussione iniziale. Giusto o sbagliato. Se accettiamo come principio comune la Costituzione Italiana, allora, trovandoci in una situazione incostituzionale, ognuno è libero di reagire come vuole ad una condizione che ritiene sbagliata, visto che chi lo dovrebbe rappresentare e tutelare non è legittimato a farlo. La Costituzione contiene principi universali di libertà, rispetto, diritti e doveri. Il fatto che una maggioranza di elettori abbia espresso la propria preferenza dandola all'attuale maggioranza, non garantisce di per se il diritto di un governo incostituzionale a governare. O meglio, loro governano, ma fuori dalle norme costituzionali. Ne abbiamo fulgidi esempi ogni giorno, inclusi i tentativi sempre più palesi di modificare la Costituzione in proprio favore. Se il presupposto è questo, qualunque cittadino è legittimato ad agire fuori dalle norme costituzionali, perché già chi lo dovrebbe rappresentare agisce in tal modo. Questo vuol dire che il parametro per giudicare chi ha torto e chi ragione è nullo, se si pretende di giudicare solo il singolo cittadino secondo quei parametri. La democrazia è certamente un sistema imperfetto, ma per ora è il migliore per regolare la vita dell'uomo sociale. Pretendere però che solo il concetto di maggioranza e minoranza siano l'ago della bilancia di tale sistema è insufficiente, se non si rispettano principi di base. In tal modo qualunque maggioranza sarà sempre legittimata dai numeri ad agire come meglio crede contro la minoranza, anche incostituzionalmente. Pretendere poi di pilotare, giudicare e sanzionare la reazione della minoranza è semplicemente ridicolo. È dittatura.

1 commento:

  1. se io fossi un poliziotto al servizio dello STATO
    mi porrei questa domanda chi e lo STATO
    il POPOLO ho quei farabutti che sene servono
    per i loro loschi affar.
    perchè devo intervenire se il POPOLO manifesta il mal governo del PAESE
    pacificamente?
    chi è che infiltra agitatori violenti?
    il mio compito non è quello di fare si che non ci siano infiltrazioni?
    COME MAI I VIOLENTI SONO VESTITI IN MODO RICONOSCIBILE?
    HA QUESTO PUNTO MI DOMANDEREI
    HA QUALE STATO HO PRESTATO GIURAMENTO?
    QUELLO DEL POPOLO HO DEI FARABUTTI
    LASCIO A VOI LA SCELTA
    NESSUNO !°

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