venerdì 28 gennaio 2011

Mubarak e il nostro ducetto


"Se cade Mubarak cade il Nord Africa". E' questo lo spirito catastrofico ma probabilmente realistico con cui i tradizionali sostenitori del governo egiziano (a partire da Stati Uniti, Italia, Francia e Germania)guardano a questo venerdì di preghiere e proteste al Cairo e in tutto l'Egitto.
di Vincenzo Nigro

E sì, è proprio questo lo spirito. L'Occidente ha sempre chiuso un occhio sui capetti amici in nord Africa. Alle ultime elezioni egiziane gli osservatori delle organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato un'affluenza sconcertante del 15 per cento, avete mai sentito proclami europei contro Mubarak? Niente, silenzio. Andava bene come quel Ben Ali, che salì al potere con il "colpo di Stato medico" agevolato anche da alcuni servizi segreti tra cui il SISMI su indicazione di Bettino Craxi.
È importante anche ricordare le parole del nostro ducetto quando accolse il presidente egiziano in Italia:
Presidente, le chiedo scusa ma.. anche lei avrà delle questioni interne ogni tanto, e verrò a scuola da lei per sapere come riesce a superarle, visto i suoi quasi trent'anni di permanenza alla guida del suo paese.

Di certo non saranno state lezioni di democrazia.

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