lunedì 17 marzo 2008

Più pil pe tutti

L'Italia rallenta: Pil 2008 dimezzato
Questo è il titolo di un famoso giornale (che non linko manco a pagarmi) italiano e destrorso.
Oltre ad essere sbagliato, non è il PIL dimezzato ma il suo incremento, rappresenta il concetto che ha il paese per questa cifra, se il PIL rallenta la sua crescita siamo in pieno allarme.
Non interessa se: gli stipendi siano fermi da anni, non sappiamo più dove mettere i rifiuti, i morti negli incidenti stradali e nel lavoro sono all'ordine del giorno, l'importante è che questo stramaledetto PIL cresca.
Il PIL in crescita non è indice di benessere per il paese.

«Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l’inquinamento dell’aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana... Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell’equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta»
(Robert Kennedy - Discorso tenuto il 18 marzo 1968 alla Kansas University)

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