Perdas, il silenzio dei missili

I racconti di un ex sindaco che ha lottato una vita per sapere se nel poligono militare di Quirra, in Sardegna, si facesse uso di proiettili all'uranio impoverito:
Antonio Pili: «Troppo curioso, me l'hanno fatta pagare»
di GIORGIO PISANO - L'Unione Sarda 7 Dicembre 2008

I morti? Una settantina. I sospetti? Un'infinità. Le certezze? Nessuna. Poi c'è quel rumorosissimo silenzio che avvolge tutto, che spiega e non spiega. Che lascia spazio a qualunque ipotesi. Antonio Pili, medico pneumologo ed ex sindaco di Villaputzu, ha lasciato poltrona e lavoro con un dubbio che nel tempo si è fatto ossessione. E l'ossessione allarme. «Però paura no. Perché io non ho paura». Firmerebbe un'autocertificazione per dichiararsi capace di intendere solo per dar voce ai mille tarli che lo assillano: «Cos'è veramente la base di Perdasdefogu?, a cosa serve?, chi la utilizza e per farci cosa?, quale impenetrabile segreto continua a nascondere?» Pili non è esattamente un antimilitarista e nemmeno un pacifista. Schierato col centrodestra, crede nella necessità della Difesa e dunque nelle aree da destinare all'addestramento delle truppe. Ma troppi particolari non tornano: i morti forse collegati all'uso di munizionamento all'uranio impoverito, l'epidemia di tumori alle ghiandole linfatiche, l'inquinamento ambientale e acustico. «Dovreste vedere cosa succede quando lanciano un missile. Le pecore impazziscono, perdono il senso dell'orientamento, scappano dove capita. Terrorizzate». E gli uomini? In qualche caso tirano le cuoia: siamo già all'ottava commissione d'inchiesta istituita per capire se c'è un nesso tra il poligono e i cadaveri in lista d'attesa. «E che dire dei mostri, dei capretti che nascono con due teste, delle malformazioni, della collezione di orrori che sono diventati i nostri animali?» continua>>

Commenti

  1. Ho letto il libro di Carlotto e Mama Sabot "Perdas De Fogu".
    Consiglio la lettura.
    Aldo

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  2. Si, ne ho sentito parlare. Grazie per il consiglio.

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  3. molto bello e si legge in cinque orette

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