mercoledì 25 novembre 2009

Non era in coma come l'Italia

Il Giornale continua a vomitare le sue buffonate da estremismo cattolico, nell'ultima strombazza: "In coma per 23 anni come Eluana". Ma il ragazzo non era in coma, la diagnosi era errata.
Sempre in tema di estremismo cattolico, a Chiusa Sclafani un preside rischia di essere multato per non aver "appeso" il crocifisso nel suo ufficio. Trasgredisce un'ordinanza del sindaco del paese, del Pdl naturalmente, dove si ordina di «mantenere il crocifisso nelle aule scolastiche e negli uffici pubblici del comune di Chiusa Sclafani, come espressione dei fondamentali valori civili e culturali dello Stato italiano»

6 commenti:

  1. per il crocifisso, l'ordinanza non serve: basta l'art. 118 del Regio decreto n. 965 del 1924, che recita: “ogni istituto ha la bandiera nazionale; ogni aula, l'immagine del Crocifisso e il ritratto del Re”. Esso mi pare sia ancora in vigore, non ostante la Corte costituz abbia detto (non ricordo dove e quando) che la cosa andrebbe abolita...
    comunque il tutto è un po' stucchevole, perchè diventa ideologico a prescindere (nonostante io al crocifisso non ci farei caso e lo toglierei pure....)

    RispondiElimina
  2. Il problema è che io ci faccio caso.

    RispondiElimina
  3. sì lo so : ma il discrimine te lo da la legge: finchè vale è quella; quindi si abolisca il decreto ... e se ci fai senso, come pure io (al crocifisso attribuisco solo valore storico rtistico e di santo Vade-retro!), ti devi adeguare....

    RispondiElimina
  4. Più che altro la devo rispettare, l'adeguarsi implica una certa impotenza verso l'immutabile.

    RispondiElimina
  5. come al solito: minchino :)

    RispondiElimina

Se non volete lasciare i vostri dati personali basta selezionare "Commenta come: Nome/URL" e scrivere un nome qualsiasi.