mercoledì 10 febbraio 2010

Cagliari come Rosarno

"Non potevamo più attendere un aiuto che non sarebbe mai arrivato perché siamo invisibili, non esistiamo per le autorità di questo Paese. Ci siamo fatti vedere, siamo scesi per strada per gridare la nostra esistenza". E se alcuni di loro sono stati "rinchiusi nei centri di accoglienza per immigrati, molti di noi ci sono ancora, altri sono tornati in Africa, alcuni sono sparpagliati nelle città del sud" e "noi siamo a Roma, senza lavoro, senza un posto per dormire, senza i nostri bagagli e con i salari non pagati nelle mani dei nostri sfruttatori".

Sono le parole dei lavoratori africani reduci dalla cacciata di Rosarno, sono vittime del classico metodo all'italiana applicato ai clandestini.
La storia si ripete, questa volta a Cagliari. Nel 1997, una quarantina di senegalesi presero in affitto la fabbrica dell'Edem Sarda, già ferma e avviata verso il fallimento. Non potevano sapere che il loro padrone di casa non avesse nessun titolo per stipulare il contratto di locazione. Passano gli anni e gli abitanti dello stabile diventano 120, regolari e non. Si decide di demolire l'edificio per questioni igenico sanitarie, ma alcuni sostengono che sia una scusa per poter speculare su quei terreni. Il comunicato della Rete Antirazzista cagliaritana:

"Il neo prefetto di Cagliari Balsamo, il sindaco Floris, i dirigenti del consorzio industriale Cacip (ex Casic) hanno colto l'occasione dei disordini razziali avvenuti a Rosarno per inventare una inesistente emergenza legata alla presenza delle comunità straniere in città". "In nome di questa emergenza che non esiste, martedì 9 febbraio il sindaco Floris ha emesso un immotivato decreto di sgombero dello stabile entro 48 ore per motivi di igiene pubblica". "Si tratta di un edificio dotato di acqua corrente, luce, bagni funzionanti e senza problemi di stabilità o pericolo di crolli".

Il Comune, con la collaborazione della Caritas, ha messo a disposizione degli appartamenti per una quarantina di persone (secondo i giornali, 20 per la Rete Antirazzista cagliaritana). Per gli altri non si sa. Forse finiranno come quelli di Rosarno, per strada e con il maltempo che sta arrivando da Nord. E si, per questa gente le brutte cose arrivano sempre da lì.

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C'era l'idea di organizzare un presidio per evitare lo sgombero, ma mentre scrivevo il post è arrivato questo:

"Pare che lo sgombero sia avvenuto prima che si avesse il tempo di organizzare il presidio. Attendo ulteriori notizie, ad ogni modo chi fosse già pronto per andare sospenda tutto perché sarebbe inutile.
Evidentemente le notizie arrivano velocemente pure alle forze dell'ordine..."


Segnaleremo eventuali aggiornamenti.

11 febbraio 2010 09.09
Bastiano ha detto...
Nessun aggiornamento, missione compiuta. Ai cagliaritani è bastato sentire da Videolina e dall'Unione Sarda che lo sgombero è stato fatto per motivi umanitari, che tutti gli sgomberati avrebbero avuto un alloggio migliore e che i sardi sono un popolo generoso, per sintonizzare su off il cervello. Complimenti.

3 commenti:

  1. Nessun aggiornamento, missione compiuta. Ai cagliaritani è bastato sentire da Videolina e dall'Unione Sarda che lo sgombero è stato fatto per motivi umanitari, che tutti gli sgomberati avrebbero avuto un alloggio migliore e che i sardi sono un popolo generoso, per sintonizzare su off il cervello. Complimenti.

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  2. Il servizio del Tg3 ci ha detto che per tutti sarà una condizione migliore, che andranno in veri appartamenti, nei quali pagheranno l'affitto (perchè poi quest'info?).
    Dicono che tutti sono contenti di questo cambiamento.
    Non dicono, però, come mai il trasferimento è stato organizzato in 48 ore e nonostante fosse stato dato tempo per sgombrare fino alla mattina dopo, quando i ragazzi sono tornati a prendere le cose dimenticate hanno trovato le ruspe in azione.
    Alla domanda del giornalista: "State smantellando l'eternit con la gente in giro?", un operaio risponde laconico: "Ma qui non c'è nessuno in giro".
    Gli invisibili diventano visibili solo quando succede ciò che è accaduto a Rosarno?

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  3. Prova ad immaginare quanti Rosarno hanno nascosto.

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