mercoledì 3 febbraio 2010

Stupefacente

di pugioba

Non so se sia stato Marco Castoldi ad esternare, o il suo omologo Morgan, fatto sta che l'artista Marco "Morgan" Castoldi è stato escluso da Sanremo a "furor di politico". Pietra dello scandalo, un'intervista concessa dal nostro al periodico Max, dove si trova a sostenere un fantomatico uso curativo e antidepressivo del crack, derivato della cocaina. Non so e non credo che alla sostanza possa essere attribuita una tale virtù, ma sono certo che escludere un artista dalla più grande kermesse musicale italiana solo per un presunto reato d'opinione, dopo che questi ci si è guadagnato l'accesso con il benestare di una giuria di suoi pari, è una follia. Sopratutto se ad emettere la sentenza sono esponenti di una coalizione politica dalle, a quanto dicono la magistratura e diversi pentiti, forti contiguità mafiose e, fin dalle sue più alte cariche, ricca di sentenze di condanna per corruzione e falso in bilancio, appartenenza a logge massoniche e, per buttarla sullo scandalistico, utilizzatrice finale di giri di squillo e stupefacenti, in cambio di cosa ancora non si sa. E' appunto stupefacente che si gridi al cattivo maestro per Morgan, che tra l'altro ha affermato di fare riferimento, nell'intervista, alla sua vita passata, e non si riesca neppure per un momento a soffermarsi sul fatto che il clima di generale impunità che si respira nel Paese è proprio opera di coloro i quali pretendono di metter bocca su quella che è, a tutti gli effetti, la vita di una persona libera.

9 commenti:

  1. D'obbligo la citazione Popperiana: Cattivo maestro Morgan vs Cattiva maestra televisione e mass media in generale!
    A mio avviso non è tanto grave che politichetti e pseudomoralisti vari si riempiano la bocca di valori etici, ma che noi, il popolo, quel Demos che ha perso il suo Kratos, non ci scandalizziamo più di fronte a certe prese di posizione assurde. Con questo non voglio certo giustificare le affermazioni fatte da Morgan, ma sono affermazioni individuali, che non hanno la pretesa di diventare un insegnamento per i giovani.
    A tal proposito, vorrei ricordare che, nel 1774, in seguito alla pubblicazione de "I dolori del giovane Werther" di Goethe, ci fu un aumento inusitato di suicidi tra i giovani che lo avevano letto. Non mi pare che per questo si sia tacciato Goethe di istigare al suicidio e, per fortuna, ancora si legge il libro tra i banchi di scuola. Quello che intendo dire è che forse anzichè censurare e moralizzare bisognerebbe insegnare ai giovani a differenziarsi, a potersi autoaffermare, senza considerarli vasi vuoti da riempire.
    Infine mi chiedo come mai ci si preoccupi tanto delle conseguenze per i giovani (leggi emulatori) di un tale insegnamento e non si faccia una piega rispetto alle affermazioni del papa sul preservativo e l'AIDS...Povera patria

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  2. - nel premettere che: chi cazzo se ne frega di San Remo -
    concordo in pieno con Dangi ... governati da un cialtrone corrotto e buffone, con una più che sospetta diffusione dell'uso di droghe da parte di molti politici (vedi inchiesta delle iene) dobbiamo però indignarci e fare i moralisti in pubblico, e in privato possiamo fare l'esatto contrario di quello che proibiamo di fare in pubblico
    La sagra dell'ipocrisia

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  3. Ehm... non è mio, c'è pure scritto. È di pugioba alias Bastiano che conosci pure tu.

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  4. Bravo Daniè, bell'articolo

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  5. complimenti Daniè, bell'articolo

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  6. Grazie, è stata una passeggiata. Come se non l'avessi scritto.

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  7. In Italia si fa di tutto ma mica si dice. LE cose si fanno di nascosto, è un fatto culturale. Te lo insegnano, ci nasci e così deve essere.
    Poi c'è la classe politica, una oligarchia bella e buona ma anche questo, mica si può dire...
    E Morgan? Morgan ha pagato per tutti.
    :-)

    Ciao!
    LL

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  8. E intanto Meloni, Gasparri e Giovanardi gridano allo scandalo in Parlamento. Mi domando se all'ipocrisia e all'arroganza di certi politici ci sarà mai un confine.

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