sabato 17 luglio 2010

I gay non possono


Dal blog di Gabriele:
Stamattina sono andato a donare il sangue, come da otto anni a questa parte, come oltre venti donazioni già fatte.[...]
Poi arriva la dottoressa, mi accompagna nella sala trasfusioni e mi fa accomodare su una sedia.
Mi guarda dritto negli occhi ma è un po' titubante…si vede che sta cercando le parole giuste…
"Gabriele è già da un po' che volevo parlarti ma non ho avuto occasione…come sai ci siamo uniti al Policlinico…adesso dipendiamo da loro…"
Dal suo imbarazzo e dalla titubanza intuisco subito dove vuole arrivare.
So già che al Policlinico non accettano sangue di omosessuali.


Siamo nel 2010 e nell'ospedale milanese "Gaetano Pini" i gay non possono donare sangue. I ciellini di Milano hanno vinto e "io sono incazzato, amareggiato, deluso e triste" come Gabriele.

Ps: questo post l'ho dovuto cercare con Google perché repubblica.it si ostina a non linkare i blog.

6 commenti:

  1. mater mediterranea17 luglio 2010 18:22

    Evidentemente quell'ospedale non è degno di ricevere il sangue di esseri umani ,e sottolineo esseri umani;mi dispiace per gli ammalati,di certo loro non notano la "differenza".

    RispondiElimina
  2. Io ho donato il sangue per quattro anni e nessuno mai mi ha chiesto se ero lesbica. A parte la "differenza" alla quale quel policlinico sembra tenere particolarmente, che diritto hanno di chiederlo?
    In ogni caso è una vergogna!

    RispondiElimina
  3. andrebbero denunciati subito alla magistratura. Fascisti

    RispondiElimina
  4. mater mediterranea17 luglio 2010 20:23

    Sapete per caso a quale gruppo sanguigno appartengono i medici che non accettano il sangue dei gay?forse al gruppo degli idio-stronzi?

    RispondiElimina
  5. Lo chiedessero ai malati o ai loro cari, se vogliono ricevere sangue sano, da chiunque provenga, o se esigono sangue etero. Si sa poi che non ci sono padri di famiglia che vanno a puttane, né madri di famiglia zoccole. Solo i gay sono a rischio malattie, come no.
    Va detto inoltre che nel questionario che l'Avis fa compilare e sottoscrivere prima di una donazione non si fa alcun cenno alle preferenze sessuali; si parla di comportamento sessuale "promiscuo", ma nessuno all'Avis chiede di che sesso sono le persone con cui vai a letto. L'equazione omosessuale=a rischio è un'emerita cazzata, e io non posso che augurare a chi ha escluso Gabriele dalla donazione di aver bisogno di sangue e non trovarne perché l'unica persona disponibile era gay e non l'ha potuto donare. Coglioni.
    (scusate, eh, ma questa cosa mi fa particolarmente incazzare)

    RispondiElimina

Se non volete lasciare i vostri dati personali basta selezionare "Commenta come: Nome/URL" e scrivere un nome qualsiasi.