domenica 26 giugno 2011

Stallman: cancellare la legge bavaglio

Richard Stallman, il più importante esponente del movimento del software libero, è stato uno dei principali oratori all'hackmeeting di Firenze. L'occasione è il quattordicesimo incontro degli hacker italiani al centro sociale Next Emerson.

Per Stallman
il primo pericolo è la sorveglianza digitale fatta coi nostri computer quando hanno software che non controlliamo. Ma accade soprattutto con Internet e la violazione sistematica della nostra privacy.

Il secondo è la censura.
Credevamo che Internet potesse sconfiggere la censura, ma questo era prima che i governi investissero tante energie nel suo controllo. La censura non riguarda più solo l'Iran e la Cina. Pensate alla Turchia oppure alla Danimarca che ha fatto una blacklist dei siti web per controllare il dissenso, una lista che poi é comparsa su wikileaks. [...] La nuova legge bavaglio in Italia dovrebbe essere cancellata subito. É contro i diritti umani.

Il terzo problema è quello dei formati e dei DRM.
Chi riceve fondi pubblici non dovrebbe poter usare formati non interoperabili (che richiedono specifici software commerciali per essere letti). In più, per giunta, sono pure brevettati. [...] Se usi i network service devi chiederti come loro usano te.[...] Il software come servizio, significa che qualcun altro sta gestendo il tuo computer e i tuoi dati. Rifiutalo. Possono perdere i tuoi dati, modificarli, cederli ad altri senza che lo sappiate. Pensateci.


Fonte: repubblica.it

5 commenti:

  1. gli hacker sono il futuro (se non già il presente) della coscienza critica!

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  2. Consiglio la lettura di 1984 di George Orwell, libro illuminante e oggi più che mai di assoluta attualità. Detto questo, Stallman la fà (come suo solito) molto semplice e batte sempre sullo stesso (ormai consumato) tasto. Il software libero. Ma non riesce a capire che non tutti sono abili programmatori in grado di leggere un sorgente, per l' impiegato medio cosa cambia se è la FSF a dire che un software è pulito piuttosto che la Microsoft? Si dovrà sempre fidare di qualcuno! Per il resto, siamo schedati dalla nascita, siamo presenti in decine di registri/elenchi/liste, possiamo venire intercettati al telefono se per nostra sfortuna abbiamo conoscenze attenzionate. Ma davvero i nostri problemi di privacy nascono con Facebook e co.?
    P.s. Chiaro che ogni legge atta a tenere il cittadino all' oscuro sia sbagliata a prescindere.
    Palis

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  3. La FSF non paga i programmatori, al contrario della Microsoft. Ogni persona in grado di comprendere un sorgente può informare il mondo intero se scopre un difetto in un'applicazione open source. Con un binario la questione è un po' più complicata.
    I nostri problemi di privaci non nascono con le nuove tecnologie, ma queste ultime hanno amplificato il problema. Facebook, ad esempio, è in grado di classificare milioni di persone in base ai loro gusti sessuali, alla religione di appartenenza, alle loro tendenze politiche, ai gusti culinari e molto altro ancora.

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  4. Ciao un pò im ritardo nella risposta.... Allora, il problema è che tu parti da un presupposto in cui tutto fila liscio, non è così. Migliaia di programmatori garantiscono un software open ma solo e se ottenuto da canali ufficiali. Se io modifico open office mettendoci dentro malware e poi lo condivido tramite eMule/Torrent sai quanti utenti infetto? Prima che qualcuno se ne accorga ho fatto un macello. E qui si ritorna al mio discorso, ok l' open source ma non è la panacea di tutti i mali, così come il software closed non è Satana, Skype e la rete Blackberry invisi a tutti i governanti del globo sono li a dimostrarlo. Riguardo la tua seconda constatazione, vero, gli utenti possono essere classificati, ma quale software può fare una classifica se io utente non prendo una specifica posizione su un argomento? I primi nemici della nostra privacy siamo noi stessi.
    Scusate la prolissità :-)
    Palis

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  5. "e poi lo condivido tramite eMule/Torrent sai quanti utenti infetto?"
    È difficile che succeda, tutto il software è disponibile sui canali ufficiali. E poi è gratis, non vai a cercare qualcosa di gratuito sul mulo ;)

    "primi nemici della nostra privacy siamo noi stessi"
    È vero, ma è giusto criticare i social che speculano sull'ignoranza delle persone.

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