venerdì 8 maggio 2009

La donna oggetto

Nel post Il vecchio bavoso avevo scritto:

"Io non voglio essere rappresentato da un "bavoso" pervertito che tratta le donne come oggetti. Un'altra cosa: dove diamine sono le donne pensanti? Dov'è la sfuriata dell'orgoglio femminile? Svegliaaaaaaa!"

Poi, ieri, ho visto questo documentario: il corpo delle donne

Be, donne pensanti, guardatevelo. Son sicuro che son cose su cui avete già meditato, ma vederle tutte assieme fa un certo effetto.

11 commenti:

  1. come ben ti sei accorto di rosa parks non è più rimasto ricordo...eppure lei è stata lo tsunami che ha portato un grande cambiamento..certo tutt'ora il cambiamento potrebbe partire solo dalle donne...ma ancora a troppe piace Fabrizio Corona e troppe vorrebbero avere un papi...altro che orgoglio femminile...

    RispondiElimina
  2. Ho appena finito di guardare ildocumentario sul corpo delle donne, che trovo molto interessante e capace di stimolare la riflessione.
    Perchè, vero, non protestiamo? Ci siamo assuefatte? E' vero che ci guardiamo attraverso gli occhi maschili? Perchè il loro giudizio è talmente tanto importante da spingerci a dimenticarci di coltivare il nostro io profondo?
    Mi sono venuti i brividi quando mi sono accorta che sono meccanismi automatici che abbiamo metabolizzato in maniera completamente acritica...è questo il risultato del femminismo? Il contrario di quello che si prefiggeva?

    RispondiElimina
  3. Da che mondo è mondo la donna ha sempre cercato di attrarre l'uomo cercando di apparire più bella possibile. Fin qui niente di male, ma se la voglia di apparire porta alla mercificazione corporea...
    "è questo il risultato del femminismo?"
    Interessante riflessione, è possibile che sia una stortura della liberazione dalle pastoie imposte da una società cattolica-maschilista. Dovresti girare la domanda a qualche nostalgica sessantottina.

    RispondiElimina
  4. dangp...il femminismo è stato molto di più di un nostalgico '68 (anche perchè ha investito molti altri anni...) no il risultato non è dettato dal femminismo...ma dalla totale mancanza di cultura e dall'amoralità (non ho detto immoralità che è un valore...bensì amoralità)in cui suiamo sprofondati...si continua a idetificare laurea con cultura...e voilà le varie carfagna e capezzoni che dir si voglia...gente...donne...ahimè...depilate drenate abbronzate...con labbra gommoni e laureate, che strisciano per avere una miserabile particina in qualche novellina o filmino...girato da altri laureati, depilati...drenati etc etc etc la cultura è frutto di ricerca...sforzo...disponibilità a rimettere tutto in gioco e ridiscutere se necessario...e tanto altro...ma non certo una o due o tre miserabili lauree da bassa provincia europea...

    RispondiElimina
  5. cara vita...la domanda più importante la dovresti rivolgere a te stessa e forse capiresti perchè fai di tutto per attrarre uomini peter pan come dici nella tua lunga presentazione...e soprattutto...conseguentemente...perchè sei così ossessionata dal giudizio altrui...oltre che dal tuo aspetto...ma tu hai stima di te e delle altre donne? questo è il problema! sandra

    RispondiElimina
  6. "il femminismo è stato molto di più di un nostalgico '68"
    Non v'è dubbio, ma preferirei rivedere quelle donne nelle strade e nelle piazze di questo paese narcotizzato dal potere.

    RispondiElimina
  7. ANCHE IO ...VORREI RIVEDERLE E SCENDERE IN STRADA CON LORO

    RispondiElimina
  8. Rispetto alla mercificazione della donna rispondo con una citazione:
    “se il ruolo della donna è quello di essere bella, sexy e seducente, e se la donna viene dispensata dal suo ruolo fondamentale di allevare i bambini, e se, preferisce, di sua spontanea volontà o sotto pressione sociale divenire una hostess o una intrattenitrice…dunque impegnandosi in una produttività materiale piuttosto che nella formazione degli esseri umani, perché la produzione materiale è considerata più importante e più onorevole dello sviluppo del carattere dell’uomo, allora una civiltà cosi è arretrata da un punto di vista umano”
    La presente citazione è di Sayyd Qutb, personaggio a noi praticamente sconosciuto, considerato erroneamente l’ispiratore della jhad islamica.
    Ritengo singolare che un “fondamentalista islamico” abbia asserito con tanta chiarezza e forza un concetto, ai miei occhi, fortemente progressista.
    L’idea di fondo potrà scandalizzare chi non vorrà addentrarsi in un’analisi più proficuamente critica.
    La donna trae la sua originaria ed ancestrale forza dalla capacità di partorire ed allevare i figli. Il concetto di “formazione” è fondamentale per la crescita spirituale e sostanziale del genere umano.
    La nostra società è oggi fondata sull’apparire, sul produrre e consumare questo porta ad avere un concetto della donna più orientato al successo materiale ed al riscatto(con metodi chiaramente errati) nei riguardi dell’uomo che l’ha sottomessa per millenni, atteggiamento che è anche il risultato della distorsione di alcuni concetti fondamentali del femminismo.
    Secondo me invece, il vero riscatto della donna stà nel suo evidente stato di superiorità rispetto all’uomo, scaturito dalla possibilità “unica” di imprimere nei suoi figli le virtù fondanti di una civiltà giusta.
    Certamente genererò scandalo in chi ritiene questa visione superata e assoggettata alla figura dominante (quella maschile); voglio chiarire che il mio pensiero non è orientato a questo, nessuna donna deve ritenersi da meno di un uomo, anche perché di fatto non lo è. In ogni caso, se il contrario è quello che si vede in questo video…forse è il caso di riflettere
    Rivendico, a nome di molte donne (non tutte evidentemente) il diritto di tornare a fare e crescere i figli, diritto fortemente leso da un mondo del lavoro spietato, da un’immagine della donna ad “uso e consumo”, da un atteggiamento di molte donne volto ad assecondare ancora, il potere dell’uomo.

    E avanti con le critiche….

    RispondiElimina
  9. sono in parte d'accordo...solo che una donna non è superiore come non è inferiore...è semplicemente diversa ...così come le donne sono diverse tra loro...c'è ci non può avere figli...chi non ne vuole...chi ne vuole ...cioè avere e crescere figli non è il valore assoluto per una donna...il suo valore è nel dialogo...nell'intelligenza nel cuore nell'essere in grado, se però lo vuole fortemente, di generare pace ed educare alla pace e al rispetto i figli, come gli amanti o le amanti, i vicini di casa ...il mondo insomma ...questa è la vera forza rivoluzionaria della donna! teresa

    RispondiElimina
  10. Salve Teresa, sono certamente d'accordo con te ma credo che ciò che rende veramente "unica" la donna non sia nell'educare il vicino o l'amante visto che questo può farlo anche l'uomo. Il mio commento vuole solo rimarcare l'importanza fondamentale (che mi pare un pò trascurata) della maternità. E' chiaro che la donna non è solo madre ma molto altro. Grazie comunque per il tuo commento. Saluti Veronica.

    RispondiElimina

Se non volete lasciare i vostri dati personali basta selezionare "Commenta come: Nome/URL" e scrivere un nome qualsiasi.