martedì 21 luglio 2009

Insolazione per Gasparri

Avanti, dai su, cacciate fuori il nome di chi ha redatto la mozione di Gasparri. Lui non ne capisce di rinnovabili e quindi qualcuno si è divertito a prenderlo in giro.
È stata presentata una mozione della maggioranza piena di errori e incongruenze, di cui sono primi firmatari Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliarello, per tagliare i finanziamenti al solare termodinamico di Rubbia.
Leggiamola insieme (le mie considerazioni sono in grassetto) :

Atto n. 1-00155

Pubblicato il 14 luglio 2009
Seduta n. 238

D'ALI' , GASPARRI , QUAGLIARIELLO , VICECONTE , ALICATA , CORONELLA , DELL'UTRI , DIGILIO , GALLONE , NANIA , NESSA , ORSI

Il Senato,

premesso che:

il solare termodinamico si basa sull'impiego di due tecnologie, la prima delle quali serve a catturare l'energia solare attraverso specchi parabolici che la concentrano su contenitori puntuali o longitudinali entro cui scorre un fluido che si riscalda, raggiungendo temperature comprese tra 300 e 400 gradi centigradi, mentre la seconda tecnologia utilizza il fluido caldo così generato per produrre vapore ad alta temperatura da inviare in una turbina-alternatore di tipo tradizionale per la produzione dell'energia elettrica;

il solare termodinamico, inoltre, incontra difficoltà realizzative dovute al "siting". Occorre, infatti, reperire spazi molto ampi (i moduli standard da 50 MW come si stanno sviluppando in Spagna richiedono 120 ettari, ovvero un rettangolo di 1.200 per 1.000 metri lineari) che devono avere anche le seguenti caratteristiche: a) devono essere in una zona soleggiata (sud Italia) e vicino ad una fonte di acqua (altrimenti c'è una forte penalizzazione per il raffreddamento ad aria); b) il terreno deve essere in piano o comunque avere una limitata pendenza; c) la distanza da un possibile punto di connessione alla rete non deve essere troppo elevata;


Tenete a mente che una centrale fotovoltaica di grosse dimensioni ha le stesse presunte necessità dei punti a) b) c). Poi vi spiego il motivo.

al confronto due unità nucleari EPR (3.200 MW ma con 8.000 ore anno di funzionamento) occupano 65-70 ettari. Anche volendo considerare il terreno per il cantiere (50 ettari) si arriva a 120 ettari. Quindi le aree richieste dal solare sono 64 volte più ampie a parità di potenza ma 180 volte più ampie a parità di energia;

Qui, stando al gioco dei paragoni impossibili, non si considerano gli spazi e le risorse necessarie per la dismissione delle centrali, per i depositi di scorie nucleari, per i cimiteri e per le cure dei malati.

sotto il profilo dell'efficienza energetica, è stato stimato che l'impianto che impiega la prima tecnologia può lavorare con un'efficienza termodinamica del 70 per cento, mentre il secondo impianto è in grado di sviluppare un'efficienza del 37 per cento; l'efficienza complessiva di conversione dell'energia solare in energia elettrica, attraverso la tecnologia solare termodinamica, si può ragionevolmente considerare tra il 22 ed il 25 per cento, limite questo difficilmente superabile;

Stesso gioco di prima, tenete a mente i rendimenti "22 ed il 25 per cento".

inoltre, la turbina a vapore dell'impianto termodinamico deve funzionare senza soluzione di continuità ed è necessario un generatore di vapore a combustibile per le ore di mancanza di insolazione; tale aspetto non permette quindi di poter definire compiutamente ecologica questa tecnologia;

Questo è falso, nel progetto è presente un serbatoio di accumulo dei sali fusi per garantire il sevizio in mancanza di irraggiamento solare. Vedere qui.

i costi sono significativi e certamente riducibili [...]

la tipologia di impianto è piuttosto complessa e quindi non è alla portata di piccoli imprenditori privati (al contrario del fotovoltaico), poiché richiede dimensioni rilevanti per godere dei fattori di scala (e quindi difficoltà nel reperimento dei terreni);


Invece i grossi impianti nucleari sono alla portata di ogni piccolo imprenditore? Penso di no.

[...]

considerato che:

i primi tentativi di realizzare impianti di solare termodinamico anche di consistenti dimensioni, risalenti a più di 30 anni or sono, non sono stati persuasivi nei risultati [...]
appare economicamente più vantaggioso puntare sulle tecnologie per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili per le quali i costi connessi alla curva di apprendimento risultano prossimi alla combinazione ottimale di efficacia ed efficienza quali, in particolare, le tecnologie del solare fotovoltaico, del consumo di biomasse e dell'eolico,



E qua ti volevo caro legislatore. Il " solare fotovoltaico" nelle centrali di grosse dimensioni, considerato ottimale da Gasparri, ha bisogno delle stesse caratteristiche descritte nei punti a) b) c) visti prima, però ha un rendimento nettamente inferiore (10-15%) rispetto al termodinamico (22-25%) ed è pure discontinuo. A favore del generico fotovoltaico va però la duttilità dei piccoli impianti che possono essere installati anche sui tetti delle case. Comunque la mozione si conclude con:

impegna il Governo:

a persistere nell'attuazione del piano energetico nazionale [... ]
a privilegiare lo strumento degli accordi di programma sui progetti in ricerca e tecnologia indirizzati allo sviluppo di attività per la produzione di impianti e apparecchi per le fonti rinnovabili utili a sostenere l'efficienza del mondo produttivo e l'economicità dei consumi dei privati cittadini.


Poveri noi.

Fonte: greenreport.it
Via marcellosaponaro.it

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