sabato 5 settembre 2009

Tagli formativi

Nel 2001/02 gli studenti nelle scuole statali erano 7.607.977 e i docenti (a tempo indeterminato e determinato annuale) 758.577. L'anno scorso gli studenti erano 7.768.071 e i docenti 725.173. Dunque il numero degli studenti è aumentato mentre quello dei docenti è diminuito.
Con gli ulteriori tagli previsti dalla Gelmini, o chi per lei, l'offerta formativa si impoverirà ulteriormente portando il paese ad un deperimento culturale sempre più allarmante.
Le proteste di questi giorni dovrebbero coinvolgerci tutti perché in ballo non c'è solo il futuro dei nuovi disoccupati nella scuola ma ti tutta la nazione.

Fonte dati: pubblica.istruzione.it

7 commenti:

  1. Sinceramente non so quanto siano indicativi questi numeri. Una cosa interessante sarebbe un paragone con quello che combinano gli altri stati più evoluti. Per esempio sarebbe interessante un confronto tra rapporto docenti/alunni con gli altri paesi.
    Dire che gli alunni aumentano e i docenti diminuiscono non necessariamente vuol dire male.

    RispondiElimina
  2. Per me si, a parità di preparazione è sicuramente meglio avere pochi studenti per insegnante. Comunque se trovi il dato dei paesi "più evoluti" fammi sapere.

    RispondiElimina
  3. Ma certo che è meglio. Quello che dico è che non so se siamo già nella situazione ideale o meno tra numero di prof e studenti. Dire che è meglio avere pochi studenti per insegnante è una cosa vera ma banale in quanto troppo generica. A mio avviso bisognerebbe dire che servono x docenti ogni y alunni e da questi dati valutare se si è lontani o vicini dal raggiungimento di questa condizione ideale. Dai dati che proponi sembra che ci sia circa un docente ogni 10 alunni. Chiedo: è un cosa buona o siamo al livello della povera Africa? Qual è la proporzione ideale?
    PS: per quanto riguarda i “paesi più evoluti” era inteso dal punto di vista dell'istruzione pubblica

    RispondiElimina
  4. Ho capito, ma se la mia considerazione è vera, seppur banale, rimango della stessa idea. Il dato che cerchi non ce l'ho, è ovvio.

    RispondiElimina
  5. Si, la tua considerazione in generale è vera e nessuno ti sta dicendo di rivedere le tue idee.

    RispondiElimina
  6. credo che possa aiutare a chiarire qualche aspetto della vicenda:

    http://www.unica.it/pub/7/show.jsp?id=9017&iso=20&is=7

    RispondiElimina
  7. Il dato più importante del rapporto Eurostat non è però la spesa in rapporto al pil, ma quanto effettivamente spende ciascun paese in rapporto al numero dei propri studenti. L'eurostat tiene conto anche di questo, e calcola la spesa educativa per allievo/studente utilizzando come unità di misura lo "standard del potere d'acquisto" (spa), che tiene conto dei diversi livelli di costo della vita. Secondo questo parametro l'Italia si situa al quattordicesimo posto, con una spesa pari a 5.908, dato molto inferiore rispetto a quello di paesi come Austria e Danimarca (8.000 Spa), Giappone (7.100 Spa), USA (10.600Spa). La media Ue è di 5650.
    (8 gennaio 2009)
    repubblica.it

    RispondiElimina

Se non volete lasciare i vostri dati personali basta selezionare "Commenta come: Nome/URL" e scrivere un nome qualsiasi.