domenica 10 maggio 2009

Italiani brava gente


Nel post Rosa Parks, dove mi indignavo per i tram riservati ai milanesi, ho ricevuto questo commento:

Malawian ha detto...
I'm very tired, talking about the situation in Italy. I'm working like a pig for a small salary and for my wife is very difficult to find a job. Why do the people think this about us?

"Sono molto stanco della situazione in Italia. Sto lavorando come un porco per un piccolo stipendio e per mia moglie è molto difficile trovare un posto di lavoro. Perché la gente pensa questo di noi?"


"Perché la gente pensa questo di noi?"
Chi risponde?

31 commenti:

  1. hai perfettamente ragione,l'Italiasta diventando un covo di ladroni indemoniati, amanti di se stessi,millantatori, mostrano una santa devozione, ma poi si mostrano falsi davanti al loro Signore.

    RispondiElimina
  2. Perchè gli italiani non pensano e ragionano,perchè si fanno prendere per il culo dalla propaganda dei media,perchè non hanno memoria di quando il lavoro non c'era e non c'erano gli immigrati,perchè è più facile prendersela con il più debole anzichè con i politici,perchè sono disuniti dal diviti et impera,perchè non conoscono personalmente l'immigrato e la sua umanità,perchè l'ignoranza è abissale,,perchè,perchè......sono un'infinità di perchè ma il maggiore è quello non aver appreso che da sempre c'è un capro espiatorio da combattere esternamente mentre il nemico è in casa visto che da sempre rimangono insoluti i problemi della casa,del lavoro,della giustizia :(

    RispondiElimina
  3. rispondo a Malawian con i perchè riportati qui sopra da fiammifero, in ogni caso, non tutta la gente pensa questo di voi. Anche se siamo una minoranza NOI NON PENSIAMO QUESTO DI VOI.
    Un grande abbraccio a Malawian.

    RispondiElimina
  4. Fortunatamente esistono Italiani che usano il cervello.Il problema è che in un paese dove un solo signore controlla giornali e televisioni è impossibile ragionare seriamente e discutere di un problema delicato come l'immigrazione. Purtroppo ora la situazione è questa siamo solo una minoranza, speriamo che con il passare del tempo la gente possa capire come stanno veramente le cose!!!

    RispondiElimina
  5. Perchè la gente è ipnotizzata dalla televisione di Berlusconi, e non riesce a vedere oltre il proprio naso. Il razzismo è una delle forme peggiori di ignoranza, che sembra non conoscere confini... che tristezza.
    Tutta la mia solidarietà per Malawian

    ---------------------------------------------

    Because people are hypnotized by Berlusconi television, and they are not able to see beyond its nose. Racism is one of the worst forms of ignorance, which seems to have no boundaries... what a sadness.
    All my solidarity to Malawian

    RispondiElimina
  6. perchè non c'è limite al peggio se pensi che ci sono immigrati che sostengono Bossi e Berlusconi...

    RispondiElimina
  7. Certo...finchè ci sono donne e uomini che svendono al 3 per 2 la propria dignità...teresa

    RispondiElimina
  8. Credimi, quando ero piccola, negli anni '60, io ero considerata una terrona...dagli italiani...e persino dai comunisti...mi sentivo in imbarazzo perchè avevo le soppracciglia scure e il cognome che terminava con la "O" da meridionale verace...ero dunque un'immigrata...
    trovo interessante un saggio di Gabriel Marcel "Lo spirito di astrazione...un fattore di guerra"
    dove spirito di astrazione indica il meccanismo fondamentalmente distruttivo che spinge gli esseri umani a concepire e a rappresentare le cose senza tener conto della realtà concreta. Secondo il suo pensiero,per esempio, si può fare la guerra solo se prima si nega il carattere umano dell'avversario e lo si riduce a un concetto astratto, come il fascista, il comunista, il sionista, il fondamentalista islamico (il terrone...l'extracomunitario etc...)e afferma:

    "Nel momento in cui devo compiere un'azione bellicosa verso un altro essere umano (che dovrei anche essere pronto ad annientare)...è necessario che io neghi la sua realtà individuale.Per trasformarlo in un mero bersaglio impersonale è assolutamente necessario che io lo riduca a un'astrazione."
    Ecco cosa vi considera l'Italietta...(tranne alcuni di noi...per fortuna) un'astrazione!

    RispondiElimina
  9. distesa estate10 maggio 2009 21:02

    l'Italia non è il paese che si pensa quando non lo si conosce, è diventato un paese opportunista, ottuso, ignorante, cinico e molto ignorante...sii orgoglioso di te che conosci sicuramente 3 lingue a fronte di molti italianucoli che ne conoscono male una e la maggior parte non ne ha studiata una seconda........!

    RispondiElimina
  10. Sono completamente in sintonia con tutti i commenti e solidale con Malawian..... però c'è un "ma".......
    Il problema dell'immigrato in Italia, secondo il mio parere ,ha due origini:
    La prima deriva dalla disorganizzazione del nostro stato che difficilmente riesce a civilizzare i propri cittadini e a dare/darsi regole civili(omicidio Raciti, Sandri, l'ictus del Sanremese rimasto in coma tutta la notte sulle scale del pianerottolo di casa,i condannati in parlamento, tangentopoli, vallettopoli, mafia, camorra , ndrengheta....etc etc etc...).
    L'altra è che non tutti quelli che entrano nel nostro paese, caro Malawian, lavorano come "porci" e mantengono una moglie disoccupata.Purtroppo il nostro stato e le nostre istituzioni, impotenti con gli itlaiani, lasciano a queste persone l'anarchia più totale che li porta a delinquere e a fare da noi quello che nel loro non potrebbero neanche pernsare.
    Bisogna dare un ordine a questo afflusso incontrollato ma come al solito, in Italia , la parola ordine non riesce ancora a trovare un senso.
    Giordano

    RispondiElimina
  11. Caro Giordano, leggo le tue parole con un filo di rammarico perchè avrei preferito non leggere su questo blog analisi alla "qualunque".
    Il "tuo" primo punto racconta di un disorganizzato stato (o governo, non so) che non riesce a civilizzare i suoi cittadini. Ti ricordo che i politici e tutta la nostra classe dirigente è la nostra diretta espressione, scaturita da un voto democratico. Noi siamo loro e viceversa. Per cui riterrei più proficua una critica a noi stessi piuttosto che la facile scappatoia del rimprovero al potere. Partire dal basso potrebbe servire a cambiare davvero le cose.

    Sul secondo “tuo” punto scrivi che non tutti vengono qui a lavorare ma…ecc ecc. A dir le cose come stanno solo una piccola parte degli immigrati ha comportamenti cosiddetti “devianti” e ritengo che sia già eccessiva l’attenzione che si riserva a questa esigua parte. Questa maniacale e ossessiva (e calcolata) attenzione ci porta ad avere la percezione di essere in pericolo a causa dello “straniero” peggio se clandestino. Invece la maggior parte dei reati continuano ad essere commessi dagli italiani. Non solo: un terzo dei delitti in Italia si consumano in famiglia. Questo è un dato che dovrebbe preoccuparci perché indice di un malessere molto più profondo che affonda le sue radici in problemi molto più seri di quello dell’immigrazione.
    Forse è ora di aprire gli occhi, ma per davvero.

    RispondiElimina
  12. "avrei preferito non leggere su questo blog analisi alla "qualunque""
    Servono anche quelle, un po di pepe non fa mai male.

    RispondiElimina
  13. si e baSTA COI MORALISMI DA CARMELITANE SCALZE...PERCHè ANZICHè ESSERE DELLA dONNA lETIZIA NON SIAMO UN Pò PIù GRAFFIANTI?

    RispondiElimina
  14. per quest'ultimo anonimo: detto in italiano cosa vorrebbe dire?

    RispondiElimina
  15. Comunque penso che non ci sia granchè di "pepe" nel qualunquismo.
    In ogni caso prendo atto. Ciao.

    RispondiElimina
  16. Cara - se mi posso permettere - Veronica,
    questo blog è aperto a tutti per potersi confrontare con chi la pensa diversamente da noi. Il confronto serve a rafforzare alcune nostre convinzioni e a modificarne altre.
    "per quest'ultimo anonimo: detto in italiano cosa vorrebbe dire?"
    Quello è un troll, da wiki: "nel gergo di Internet, e in particolare delle comunità virtuali come newsgroup, forum, mailing list, chatroom o nei commenti dei blog - è detto un individuo che interagisce con la comunità tramite messaggi provocatori, irritanti, fuori tema o semplicemente stupidi, allo scopo di disturbare gli scambi normali e appropriati."

    RispondiElimina
  17. Bene oggi ho imparato una cosa nuova...che cosa è un troll e che non sà scrivere in italiano.
    Assolutamente d'accordo con te sulla questione "scambio d'opinione".
    Saluti.

    RispondiElimina
  18. Sono molto felice del post scritto da dangp in merito alla critica rivoltami da Veronica che giudicava la mia tesi "qualunquistica".
    Vedo comunque che la sua recidiva criticità ha trovato sfogo anche contro il corretto italiano del "troll", quindi posso consolarmi della fiabesca compagnia .
    Speravo che il concetto di fondo , racchiuso nelle poche parole che una finestra commenti concede, venisse subito all'occhio.
    Mi prendo la responsabilità della poca chiarezza e della troppa superficialità del mio commento ma devo fare alcune precisazioni.
    Il concetto di "stato" era riferito al fatto che temi come omicidi, stupri, criminalità organizzata, etc non dipendono dal governo vigente, ma dallo "stato" come entità politica e popolare che ne è spesso promotore morale e sociale (ovviamente dal mio umile punto di vista).
    Leggo molto più qualunquista la dichiarazione di Malawian, perchè la realtà degli immigrati "regolari" che sono ormai risorsa economica in Italia è agli occhi di tutti e il suo disappunto non può che farci tristezza.... ma se veramente dobbiamo aprire gli occhi, come Veronica consiglia, dobbiamo capire che il fenomeno della malavita "italiana" regge su una rete di clandestinità multirazziale di cui il nostro "stato" ha perso completamente il controllo.
    Saluti,
    Giordano

    RispondiElimina
  19. "la malavita "italiana" regge su una rete di clandestinità multirazziale"
    Se non consideriamo la mafia, i due terzi degli omicidi e degli stupri (che avvengono all'interno della famiglia), la bancarotta fraudolenta, l'evasione fiscale, le morti legate all'inquinamento, etc etc, potrei essere d'accordo con te.
    Confondi la criminalità percepita da quella reale, vedi di informarti.

    RispondiElimina
  20. Bisogna focalizzare però l'argomento che stiamo trattando...
    se parliamo del problema degli immigrati irregolari e discutiamo sul fatto che sia giusto o meno respingerli , accoglierli o discriminarli non possiamo parlare della malavita tutta!
    Io ho risposto al commento dell'amico indignato della nostra società che discrimina indistintamente.
    ovviamente mi riferisco a quel tipo di malaffare che prende risorse da un bacino di clandestini che nulla possono fare se non delinquere.
    Per cui penso a come si sostengono economicamente quei campi nomadi che ospitano migliaia di persone e dai quali escono auto, furgoni e camion di ogni tipo.
    Penso a come riescono a sopravvivere tutti quegli immigrati che vediamo girovagare incessantemente in alcuze aree di ritrovo.
    Penso alla catena della prostituzione che speso coinvolge clandestini di ogni nazionalità.
    Poi che ci sia la "nostra" criminalità è ovvio, ma questa è una costante che accomuna ogni paese del mondo.L'immigrato clandestino è una variabile dell'equazione che si può e si deve saper gestire, è una risorsa per l'italiano truffaldino che cerca manodopera criminale.
    La mia critica era sulla gestione del fenomeno che , a mio parere, trova limitazioni sia nel rifiuto xenofobo sia nell'accoglienza che ci vede come "ventre molle" di un Europa che ha già preso le dovute precauzioni.
    Saluti e grazie dei consigli informativi e a proposito dei due link che mi hai consigliato, rinnovo il pensiero che il nostro "stato" è già in serie difficoltà nel gestire i propri problemi.
    Giordano

    RispondiElimina
  21. Lo devo proprio scrivere....
    In riferimento alle critiche rivolte da te a Veronica in tema di dialogo, su cui mi trovi profondamente in sintonia, sono rimasto basito dal tuo giudicare il mio livello di informazione sul tema illegalità basandoti su mezza colonna riferita ad un commento su un pensiero riportato in un tuo post.
    C'è da dire che basare i dati di stupro avvenuto su telefonate anonime mi fa sorridere .
    Secondo l'istat al 31 Dicembre 2007 le donne in italia sarebbero 30,412,846 mi viene da pensare che l'istat abbia ricevuto 10,000,000 di telefonate anonime.curioso.
    Spero di non essere giudicato un "troll" anche io.

    RispondiElimina
  22. Dunque vorresti insegnare all'istituto nazionale di statistica come si fanno le statistiche?

    RispondiElimina
  23. Dico solo che certe statistiche (e fidati se te lo dico) vanno interpretate per quello che sono, a meno che non si disponga del campione di riferimento e tutta la sua "statistica descrittiva" relativa (medie, mode ,mediane,devianze, varianze, etc..).
    Berlusconi è un fenomeno nel dare dati, ma il 70% di quelli che dice...sono falsi o mal posti.
    La statistica è una scienza che non può essere descritta in due percentuali (70%) o in una proporzione ( uno su tre).
    Per quanto si interpreta dall'articolo che tu mi hai consigliato,se interrogo mia madre, mia nonna e mia sorella, troverò sicuramente che una di queste è stata stuprata o maltrattata.OLtretutto in famiglia...mi sembrano dati eccessivamente vaghi...
    saluti

    RispondiElimina
  24. Qui la stiamo finendo a litigare sull'istat...con buona pace di Malawian.

    RispondiElimina
  25. Mi sa che Giordano s'è proprio offeso per le mie critiche al suo intervento.
    Amen.

    RispondiElimina
  26. Malawian non ha bisogno della pietà di tutti noi...penso che il dibattito lo interessi...sai Veronica...l'integrazione è anche questa...

    RispondiElimina
  27. No Veronica il mio amen era riferito solo al "così sia" sulla proposta di finire il dibattito.
    Quando la critica è costruttiva è stimolo alla crescita di tutti.
    saluti.

    RispondiElimina
  28. Spero che la mia allora sia stata costruttiva anche perchè ben lungi da me la volontà di essere offensiva.
    Saluti

    RispondiElimina
  29. “Secondo il filosofo francese Gabriel Marcel la capacità di sviluppare e manipolare concetti astratti è indispensabile per l’attività intellettuale degli esseri umani, tuttavia le astrazioni che ne derivano sono in realtà prive di sostanza. Anche l’idea di “essere umano” deve essere il frutto di un’astrazione. Nella realtà invece siamo tutti uomini e donne, giapponesi o americani, vecchi e giovani, e proveniamo ciascuno da un luogo particolare. Osservando gli altri con più attenzione possiamo riconoscere le caratteristiche uniche di ciascun individuo. Sviluppando quest’attitudine rimaniamo ancorati alla realtà concreta, mentre qualunque discussione sull’ ”essere umano” o sull’ “umanità” che non tiene conto delle differenze genera concetti astratti che acquistano vita propria e sono avulsi dalla realtà”.
    Daisaku Ikeda

    Tratto dalla Proposta di Pace 2009 inviata alle Nazioni Unite

    RispondiElimina

Se non volete lasciare i vostri dati personali basta selezionare "Commenta come: Nome/URL" e scrivere un nome qualsiasi.