Un poliziotto esegue solo gli ordini, ma c'è modo e modo. E questo non mi sembra quello appropriato.
Video: L'Aquila, vietato manifestare contro Berlusconi
Fonte youdem.tv
Si dichiarano cattolici e predicano la sacralità della famiglia, poi divorziano e fanno le orge con le puttane. Si dichiarano cattolici e predicano la solidarietà cristiana, poi respingono i clandestini mandandoli a morire nelle carceri libiche e tolgono i figli alle loro donne.
Brunetta: "Dove c'è potere c'è sesso. Funziona così ovunque. Ci vorrebbe meno ipocrisia". "Non c'è nulla di nuovo" nell'abitudine di eleggere o candidare collaboratrici o fidanzate: "I congressi di sinistra, di centro e di destra sono sempre stati dei pollai."
Dietro al suo culo c'erano tutti
Minzolini, Fede, Gasparri
con una lingua talmente asciutta
che sembravano dei ramarri
ad osannare chi da trent'anni
con le sue imprese, con le sue imprese
ad osannare chi da trent'anni
condiziona tutto il paese
c'era un cartello giallo
con una scritta nera
diceva "candidami alle europee
te la do se mi fai far carriera".
La Cassazione ha stabilito che il quotidiano Il Tempo commise diffamazione, nel definire “massacratori di civili” i 12 partigiani che il 23 marzo 1944 condussero l’attacco di via Rasella a Roma, nei confronti dei soldati nazisti occupanti. E’ stata quindi accolta la richiesta di risarcimento di danni morali, avanzata nei confronti del quotidiano, dalla figlia della gappista (da G.A.P., Gruppi di Azione Patriottica) Carla Capponi e di Rosario Bentivegna, che parteciparono all’azione di via Rasella. Nel 2004 la Corte d’Appello diede ragione al giornale, ritenendo adeguato il termine “massacratori” in quanto l’azione, nella quale vennero uccisi 33 soldati tedeschi (l'esplosione uccise anche due passanti italiani), era «un gesto certamente violento, per sua natura finalizzato a cagionare orribile morte a una molteplicità di persone: si trattava di un inutile massacro». Il riferimento rimanda alla rappresaglia posta in atto dall’esercito tedesco su esplicito ordine delle stesso Hitler, che portò alla strage delle Fosse Ardeatine. La proporzione, come spesso accadde a quei tempi, era di 10 civili uccisi per ogni soldato tedesco caduto. Nell’eccidio vennero infatti trucidati 335 civili e militari italiani, molti prelevati nelle carceri di Regina Coeli, altri rastrellati per strada. La Cassazione ha dunque ribaltato la sentenza, ordinando alla Corte d'appello di rivedere il suo giudizio, in quanto si tratta di un'affermazione «lesiva della dignità e dell'onore dei destinatari» mossa dall'intento di «accostare l'atto di guerra compiuto dai partigiani all'eccidio di connazionali inermi».
"L'hanno ammazzato loro". Sono queste le parole di Totò Riina in merito all'uccisione di Paolo Borsellino. Dunque Totò sposa la tesi dell'attentato di Stato. Secondo questa tesi, il giudice sarebbe stato ucciso perché era contro la trattativa tra Stato e Mafia per la cessazione delle ostilità.
Alla fine è andata bene. Parecchie adesioni, è inutile parlare di cifre perché ci sarà sempre una prefettura che le dimezzerà e non ci sono ancora dati ufficiali. Moltissimi, com'era ovvio, non hanno partecipato adducendo motivazioni plausibili o meno: non siamo una categoria, non è il nostro modo di protestare, se stiamo zitti facciamo il loro gioco, il sistema si può aggirare, il dll non blocca i blog, l'arancione del logo è troppo arancione, Gilioli mi mi sta sul culo, non me ne frega niente e oggi non ne ho voglia. Le ultime quattro sono di pura fantasia... ma mica tanto.

All'apparato le cose stavano andando già maluccio prima, se poi ci si mette pure Grillo...

Su Radio Padania è andato in onda un accorato appello di una signora di Treviso a Monsignor Agostino Marchetto sulla questione immigrati:

E’ on line il sito a cui far pervenire da questo momento tutte le adesioni alla giornata di “rumoroso silenzio” dei blog, il 14 luglio prossimo, contro le norme anti Internet previste dal Decreto Alfano.
Si chiama Diritto alla Rete.

